Genova proletaria Antifascista ricorda la rivolta della città nel 1960: in corteo i manichini di Salvini e Meloni

 

I manifestanti hanno attraversato il centro partendo da piazza Alimonda e raggiungendo De Ferrari

 

 

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Pubblicato da maoist alle ore 11:32 del 2 Luglio 2019

 

Genova - È partito alle 18.20 il corteo antifascista per ricordare la rivolta di Genova contro il congresso nazionale che l’Msi aveva organizzato in città il 30 giugno 1960

Migliaia di persone hanno partecipato al corteo organizzato da Genova Antifascista per per ricordare la rivolta della città contro il congresso nazionale che l'Msi organizzò nel capoluogo il 30 giugno 1960: ad aprire la manifestazione una serie di manichini realizzati con palloncini infilati dentro tute bianche con le foto di Salvini, Meloni

Manifestanti - I presenti, partiti da piazza Alimonda, hanno raggiunto piazza De Ferrari: durante il corteo ci sono stati applausi per la capitana della Sea Watch e discorsi per ricordare la rivolta di Genova.    



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Una grande manifestazione popolare per gridare no al fascismo, ...persone di ogni età ed estrazione insieme con musiche e striscioni, pupazzi (a testa in giù) con le foto di Salvini, Meloni, Iannone, Adinolfi. Gridando no al razzismo, no allo sfruttamento dei lavoratori, no all’arresto del capitano Carola, no all’omofobia, no  ai confini, una manifestazione, però, quella per ricordare il 30 Giugno 1960 
Partito da piazza Alimonda, a pochi metri dalla sede di CasaPound blindata dal reparto mobile, il corteo (a cui ha preso parte il papà di Lorenzo Orsetti, il fiorentino ucciso a marzo In Siria combattendo con i curdi e contro l’Isis) si è snodato dalle 18,20 per le vie del centro, passando da corso Buenos Aires e sino ad attestarsi, alle 20.30, in piazza De Ferrari. Con anarchici, portuali, sindacalisti, ragazzi dei centri sociali, studenti medi, disoccupati, come Cristian, ex postino, la giovane voce del corteo che, quasi a ritmo di rap, pur senza musica, ritmava con rabbia il tempo degli slogan al microfono. Presente anche Giordano Bruschi, 93 anni, partigiano che quel 30 giugno lo visse da protagonista in quanto delegato della Cgil.

Fra tanti cittadini comuni anche una lavoratori extracomunitari arrivati da Tortona per denunciare le condizioni di lavoro a cui sono costretti alle dipendenze di cooperative che lavorano quasi sempre per i marchi della grande distribuzione, da In’s alla Coop: tanti straordinari e pochi soldi. “Se va bene, ok, sennç avanti un altro”, racconta un trentenne magrebino. I manifestanti in trasferta prima di unirsi al corteo in piazza Alimonda hanno effettuato un simbolico presidio davanti alla Coop di Piccapietra, poco distante dalla centrale Piazza De Ferrari.

«Oggi come nel 1960: siamo contro il governo fascista e razzista, per la lotta di classe anticapitalistica», recita uno degli striscioni S.I. Cobas, che partecipa alla manifestazione con una folta rappresentanza di migranti.

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In prima fila, dietro lo striscione di Genova Antifascista, c'è anche Giuliano Giuliani. Prima che la manifestazione iniziasse è partito un lungo applauso in ricordo di Carlo Giuliani.

Chiude il corteo lo striscione "Free Carola: quando l'ingiustizia diventa legge la resistenza diventa un dovere".

«Questo è il 30 giugno di chi sta con la capitana Carola della Sea Watch - si sente dall'altoparlante del camioncino che guida il corteo - Porti aperti ai migranti. È il 30 giugno di chi sta con i discriminati, i precari, le persone oppresse, di chi lotta per la casa e la sanità, per il movimento lgbt, contro chiunque fomenti barbarie populiste e razziste come Salvini e Di Maio. Ma anche contro le forze di sinistra come il Partito Democratico che si sono sempre piegate ai poteri e contro i vari gruppetti che hanno trovato posto in città come Casapound e Forza Nuova».

Alla manifestazione sta partecipando anche il papà di Lorenzo Orsetti, il trentatreenne fiorentino ucciso in combattimento dall'Isis il 18 marzo 2019 mentre militava come volontario a fianco delle milizie curde in Siria. «Ricordiamo un grande partigiano moderno, i martiri impegnano chi resta a portare avanti la lotta».

Gli organizzatori del corteo hanno gonfiato dei pupazzi con i volti dei leader della destra che hanno poi appeso a testa in giù, alludendo alla fine di Mussolini in piazzale Loreto a Milano. Sui manichini le immagini di Salvini, Fiore, la Meloni, la Mussolini e altri rappresentanti della destra italiana.